Ricarica l'auto con l'energia che produci

Una colonnina domestica collegata al tuo impianto trasforma il surplus fotovoltaico in chilometri. Ricarichi di notte o quando il sole produce, senza far scattare il contatore e senza cambiare abitudini.

L'auto è il consumo che rende il fotovoltaico più conveniente

Un'auto elettrica consuma in un anno quanto una famiglia intera. È un carico grande, prevedibile e soprattutto spostabile: si può ricaricare quando il sole produce invece che quando l'energia si paga. Per questo la colonnina non è un accessorio dell'impianto, è ciò che ne alza l'autoconsumo — la quota di energia che usi invece di cedere alla rete a un prezzo basso.

Quanta potenza serve davvero

Più kW non significa sempre meglio: oltre una certa soglia il limite non è la colonnina ma l'auto, che in corrente alternata accetta al massimo 11 kW su gran parte dei modelli. La potenza giusta è quella che riempie la batteria nelle ore in cui l'auto è ferma.

  • 3,7 kW Monofase

    Circa 15 km di autonomia per ora di ricarica. Sufficiente per chi percorre pochi chilometri al giorno e lascia l'auto in sosta tutta la notte.

  • 7,4 kW Monofase · la scelta più comune

    Circa 30-40 km per ora, una batteria media piena in 6-8 ore. È il taglio più diffuso nelle abitazioni italiane e nella quasi totalità dei casi è quello giusto.

  • 11 kW Trifase

    Una batteria da 50 kWh in 4-5 ore. Richiede alimentazione trifase, e ha senso solo se anche l'auto accetta questa potenza in corrente alternata.

  • 22 kW Trifase · uso aziendale

    Dimezza ancora i tempi, ma pochissimi veicoli la sfruttano in corrente alternata. Il suo posto è nelle flotte e nei parcheggi aziendali con più auto in rotazione.

Agevolazioni disponibili

La detrazione fiscale del 50% si applica alle colonnine domestiche quando l'installazione rientra in un intervento di ristrutturazione edilizia agevolata, con un massimale di 3.000 euro per punto di ricarica e recupero in 10 rate annuali. Esiste anche un contributo dedicato alle colonnine domestiche, ma allo stato attuale non è richiedibile perché manca il decreto attuativo che apre lo sportello: quando sarà operativo, non sarà cumulabile con la detrazione e andrà scelto l'uno o l'altra. In fase di preventivo valutiamo insieme quale conviene nel vostro caso.

Informazioni verificate a luglio 2026. Le aliquote e i contributi cambiano con la legge di bilancio: chiedeteci conferma prima di decidere.

Le soluzioni che installiamo

Wallbox in corrente alternata per l'uso quotidiano e caricatori in corrente continua per chi vuole tempi ridotti o la bidirezionalità. Tutti compatibili con il connettore Tipo 2, lo standard europeo montato da ogni veicolo in commercio.

Tre cose che cambiano l'uso quotidiano

Non sono dettagli tecnici: sono le tre funzioni che decidono se la colonnina si integra nella tua giornata o se ti costringe a cambiare abitudini.

  • Non serve aumentare la potenza del contatore

    La gestione dinamica del carico misura in tempo reale quanto sta consumando la casa e abbassa la potenza di ricarica quando forno, piano a induzione o pompa di calore stanno lavorando. È la funzione che evita il distacco del contatore e, nella maggior parte dei casi, la spesa di aumentarne la potenza.

  • Ricarica dal surplus fotovoltaico

    La colonnina legge quanta energia il tuo impianto sta producendo in eccesso e modula la ricarica per usare solo quella, invece di cederla alla rete. Si può impostare anche una quota minima da prelevare, se l'auto deve essere pronta a un'ora precisa.

  • Bidirezionale: l'auto come batteria di casa

    Con un caricatore in corrente continua l'energia può tornare indietro: alimentare la casa nelle ore serali (V2H) o, in prospettiva, essere ceduta alla rete (V2G). La tecnologia esiste ed è a catalogo, ma il vincolo oggi è il veicolo: pochi modelli la supportano. Il V2G in Italia è ancora in fase sperimentale regolata da ARERA. Verifichiamo insieme la compatibilità della tua auto prima di proporlo.

Come si installa

Dal sopralluogo all'attivazione seguiamo l'intero percorso, comprese le verifiche sull'impianto elettrico esistente.

  • Sopralluogo

    Verifichiamo il quadro elettrico, la potenza disponibile al contatore, la distanza fra quadro e punto di ricarica e la presenza di un impianto fotovoltaico da collegare.

  • Progetto e scelta della potenza

    Sopra i 6 kW la normativa richiede un progetto elettrico redatto da un professionista abilitato: ce ne occupiamo noi. Sotto quella soglia resta comunque obbligatoria l'installazione da parte di un tecnico certificato.

  • Installazione e attivazione

    Posa della linea dedicata con le sue protezioni, montaggio della colonnina, configurazione della gestione del carico e collegamento all'impianto fotovoltaico. In genere una giornata di lavoro.

Domande frequenti sulla ricarica

La colonnina funziona con qualsiasi auto elettrica?
Le colonnine in corrente alternata usano il connettore Tipo 2, standard europeo montato praticamente da tutti i veicoli in commercio, comprese le Tesla. Fa eccezione la ricarica in corrente continua, che usa il connettore CCS2 ed è quella necessaria per la bidirezionalità: lì la compatibilità va verificata modello per modello.
Che potenza deve avere la colonnina di casa?
Per un uso domestico 7,4 kW monofase bastano quasi sempre: ricaricano una batteria media durante la notte. Gli 11 e i 22 kW richiedono alimentazione trifase e hanno senso solo se l'auto li accetta, cosa non scontata: molti modelli si fermano a 11 kW in corrente alternata anche se la colonnina può dare di più.
Posso ricaricare l'auto solo con l'energia del mio impianto?
Sì, ed è il motivo per cui conviene installare colonnina e fotovoltaico insieme. I caricatori che proponiamo leggono il surplus dell'impianto e modulano la potenza di ricarica per usare solo l'energia che altrimenti finirebbe in rete. Si può anche impostare una quota minima da prelevare, se serve avere l'auto pronta a un'ora precisa.
Devo aumentare la potenza del contatore per ricaricare l'auto?
Quasi mai. I caricatori con gestione dinamica del carico misurano in tempo reale quanto sta consumando la casa e riducono la potenza di ricarica quando forno, piano a induzione o pompa di calore stanno lavorando. È la funzione che evita di far scattare il contatore e, nella maggior parte dei casi, di doverne aumentare la potenza.
Posso usare l'auto elettrica come batteria per la casa?
Con un caricatore bidirezionale sì, ed è la tecnologia V2X: l'auto restituisce energia alla casa (V2H) o alla rete (V2G). Il vincolo oggi non è la colonnina ma il veicolo, perché non tutti i modelli lo consentono. Verifichiamo la compatibilità della vostra auto prima di proporlo.

Parliamo del tuo progetto energetico

Raccontaci quale auto hai o stai valutando, e se hai già un impianto fotovoltaico. Da lì capiamo quale potenza serve davvero e cosa comporta sul tuo impianto elettrico.

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