Una colonnina domestica collegata al tuo impianto trasforma il surplus fotovoltaico in chilometri. Ricarichi di notte o quando il sole produce, senza far scattare il contatore e senza cambiare abitudini.
Un'auto elettrica consuma in un anno quanto una famiglia intera. È un carico grande, prevedibile e soprattutto spostabile: si può ricaricare quando il sole produce invece che quando l'energia si paga. Per questo la colonnina non è un accessorio dell'impianto, è ciò che ne alza l'autoconsumo — la quota di energia che usi invece di cedere alla rete a un prezzo basso.
Monofase
Circa 15 km di autonomia per ora di ricarica. Sufficiente per chi percorre pochi chilometri al giorno e lascia l'auto in sosta tutta la notte.
Monofase · la scelta più comune
Circa 30-40 km per ora, una batteria media piena in 6-8 ore. È il taglio più diffuso nelle abitazioni italiane e nella quasi totalità dei casi è quello giusto.
Trifase
Una batteria da 50 kWh in 4-5 ore. Richiede alimentazione trifase, e ha senso solo se anche l'auto accetta questa potenza in corrente alternata.
Trifase · uso aziendale
Dimezza ancora i tempi, ma pochissimi veicoli la sfruttano in corrente alternata. Il suo posto è nelle flotte e nei parcheggi aziendali con più auto in rotazione.
Dal sopralluogo all'attivazione seguiamo l'intero percorso, comprese le verifiche sull'impianto elettrico esistente.
Verifichiamo il quadro elettrico, la potenza disponibile al contatore, la distanza fra quadro e punto di ricarica e la presenza di un impianto fotovoltaico da collegare.
Sopra i 6 kW la normativa richiede un progetto elettrico redatto da un professionista abilitato: ce ne occupiamo noi. Sotto quella soglia resta comunque obbligatoria l'installazione da parte di un tecnico certificato.
Posa della linea dedicata con le sue protezioni, montaggio della colonnina, configurazione della gestione del carico e collegamento all'impianto fotovoltaico. In genere una giornata di lavoro.
Raccontaci quale auto hai o stai valutando, e se hai già un impianto fotovoltaico. Da lì capiamo quale potenza serve davvero e cosa comporta sul tuo impianto elettrico.
Il settore delle energie rinnovabili offre oggi opportunità straordinarie e grandi vantaggi che fino a poco tempo fa sembravano irrealizzabili. Noi di Alternative Energetiche ci impegniamo a trasformare queste potenzialità in realtà concrete.
Sì, ed è il motivo per cui conviene installare colonnina e fotovoltaico insieme. I caricatori che proponiamo leggono il surplus dell'impianto e modulano la potenza di ricarica per usare solo l'energia che altrimenti finirebbe in rete. Si può anche impostare una quota minima da prelevare, se serve avere l'auto pronta a un'ora precisa.
Per un uso domestico 7,4 kW monofase bastano quasi sempre: ricaricano una batteria media durante la notte. Gli 11 e i 22 kW richiedono alimentazione trifase e hanno senso solo se l'auto li accetta, cosa non scontata: molti modelli si fermano a 11 kW in corrente alternata anche se la colonnina può dare di più.
Quasi mai. I caricatori con gestione dinamica del carico misurano in tempo reale quanto sta consumando la casa e riducono la potenza di ricarica quando forno, piano a induzione o pompa di calore stanno lavorando. È la funzione che evita di far scattare il contatore e, nella maggior parte dei casi, di doverne aumentare la potenza.
Le colonnine in corrente alternata usano il connettore Tipo 2, standard europeo montato praticamente da tutti i veicoli in commercio, comprese le Tesla. Fa eccezione la ricarica in corrente continua, che usa il connettore CCS2 ed è quella necessaria per la bidirezionalità: lì la compatibilità va verificata modello per modello.
Con un caricatore bidirezionale sì, ed è la tecnologia V2X: l'auto restituisce energia alla casa (V2H) o alla rete (V2G). Il vincolo oggi non è la colonnina ma il veicolo, perché non tutti i modelli lo consentono. Verifichiamo la compatibilità della vostra auto prima di proporlo.